mercoledì 19 febbraio 2014

La Grande Bellezza.... dov'è? @Mercoledì al Cinema


Eccoci qua con il ns appuntamento del Mercoledì... Oggi è la volta della Grande Bellezza.
Ammetto di averlo guardato dopo la nomination all'Oscar, anzi forse solo per quello. Volevo capirne il motivo di cotanta Bellezza. appunto...

Ma iniziamo...


Il film comincia con la sonnolenta Roma d'estate e l'aprirsi, come in una strada tortuosa, tutti i personaggi rappresentati in questa Roma stupenda. Jep Gambardella (Toni Servillo) il protagonista assoluto, scrittore di un solo libro da giovane, giornalista, tuttologo, critico, si crogiola con i suoi amici sulla terrazza del suo appartamento al Colosseo.... e da lì piano piano si dipaneranno tutti i personaggi di questa controversa società moderna: la giornalista di partito, l'erotomane sposato che progetta giocattoli, una cocanoimane scrittrice, uno scrittore/poeta mancato, una donna ricca, una spogliarellista raffinata (Ferilli), il chirurgo plastico dei ricchi, la Santa, l'alto prelato aspirante cuoco.....


Il film pone questi personaggi all'interno della Città Eterna, tra palazzi antichi e festini sulle terrazze bene, una Società che definire come la peggiore è limitante.
Il film si chiude con Jep e il suo monologo alla ricerca della Grande Bellezza, e la scena della sua prima volta.
Se devo esser sincera, e mi spiace dirlo, non ho ben capito il succo finale della Storia. Che sia forse che i personaggi rappresentino una Società vuota di valori, fatta di persone dalle vite devastate consumate dalla Città eterna? Che il film rappresenti la decadenza della ns Nazione non Vi è dubbio. Ma è anche fuori di ogni dubbio che rappresenti la parte peggiore della ns Società.


Il film mi ha quindi leggermente come un pò infastidito. Dipinge la Nazione come una catapecchia di valori. I loro valori. Non i miei. E spero non i nostri e Vostri. 
L'unica cosa che rimane immutabile in questa Società devastata è appunto Roma in tutto il suo splendore e magnificenza. Una città che sa travolgerti e consumarti, come ha fatto con i personaggi del film. Una città che appunto è eterna e che vede le vite dei protagonisti passare e avvicendarsi come su un palcoscenico degli "orrori".
Basti vedere al personaggio di Romano (Verdone), lo scrittore mancato che decide di lasciare la Città perchè non è più la Roma che conosceva. O a Jep stesso incapace però di uscirne. O a Ramona (Ferilli) una spogliarrelista raffinata che, a 42 anni, decide di proseguire con il suo lavoro per potersi curare, salvo morire di lì a poco. Oppure la scena bellissima del chirurgo plastico dei ricchi, dove ci si mette in fila con il numero come dal salumiere per farsi un ritocco di botox su labbra o palpebre. Pagando ovviamente 700 euro cash.
Considero questo film forse troppo pretestuosamente intellettuale e lento per esser compreso a fondo. Un film fatto di monologhi splendidi, come quello di Jep sul teatro del funerale romano... dove anche la Morte diventa un evento mondano.
Pertanto non so veramente che voto dare a questo film.
L'unica cosa che Vi consiglio è di vederlo, perlomeno per gustarsi Roma in tutto il suo splendore.

V.

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