domenica 16 dicembre 2012

Beautiful Siria

(tuttte le foto qui presenti sono di mia proprietà)

Il viaggio in Siria è stato uno di quei viaggi assolutamente casuali che mai avremmo pensato di affrontare.
Un pomeriggio dopo lavoro si va in agenzia, ricordo era fine Ottobre 2009 per fare un viaggio il  Natale stesso, quindi da li a 2 mesi e si pensa alle mete: no mare no sabbia, cultura ma anche qualcosa di diverso... ecco che si pensa ad un posto arabo, dapprima ci offrono una Crociera negli emirati arabi, poi la Giordania, guardiamo i depliant uhmmm troppo cara pensiamo noi... Guardiamo quindi Israele, si però..... ad un certo punto babbo se ne esce con "Siria! guardiamo la Siria!".. Ok guardiamo la Siria scegliamo il viaggio quello di 7 gg e la tipa ci dice che è tutto esaurito, Lei chiama lo stesso per avere conferma che magari non ci sia un altro viaggio disponibile e ci dice "no"... poi ci fa "un attimo.... " magicamente una coppia ha dato disdetta e quindi i 2 posti rimasti erano per noi! Si va in Siria! Si paga la quota, si prenota per il ritiro dei biglietti e Domenica 20 Dicembre 2009 si parte.
A parte lo sciopero bianco delle valigie (che sono rimaste a Roma :-( cvd Alitalia .... ) arriviamo a Damasco in ritardo di 2 ore, quindi alle 5 della marttina anzichè alle 3... ma fa niente.
All'aeroporto di Damasco, che dovrebbe essere internazionale ma che in realtà è sgangheratissimo, già da subito si respira l'aria medio-orientale tra gigantografie di Assad e il personale esclusivamente maschile. Ci attende la guida locale e la guida dell'agenzia Best Tours che ci portano, con il ns pulmino da 30 posti abbastanza scassatino all'Hotel, il maestosissimo hotel che sembra un palazzo dentro un palazzo.

Tempo nemmeno un'ora di relax (dalle 6 alle 7) che alle 7 c'è già la colazione e la partenza alle 8 per Palmyra, città a quasi 500 km a Nord-est di Damasco. Durante il viaggio lunghissimo la guida ci fa fare tappa per un Tè nel deserto al Bagdad cafè, nel bel mezzo del nulla, una tipica abitazione beduina dopo poter sgranchirci le gambe, riscaldarci e bere il mitico tè del deserto!

Ripartiamo in direzione Palmira (l'odierna Tadmur) che raggiungiamo alle 12 e subito inizia la visita al  Tempio di Baal (Baal) [Virginia digital photo] una costruzione che conserva ancora la maestosità dei suoi tempi gloriosi e che lascia a bocca aperta dalla bellezza in cui ancora si trovano le sue rovine.

Dopo il pranzo ottimo a base di carne di pecora e cereali ci dirigiamo a vedere Palmyra :-)) (le foto che ho fatto sono state tantissime e non potevo caricarle tutte....)
(Virginia digital photo)
Non si può non rimanere incantati e stupiti a vedere questa città a cielo aperto, dove si possono ancora vedere i colonnati, le vie d'accesso, i bagni termali :-), il tetrapylon ... un luogo incantato dove il tempo si ferma, dove l'unica cosa che si sente è il silenzio, il vento del deserto e lo scricchiolio della sabbia e sassi sotto i piedi, nonchè una carica di Storia e antichità che non può non farci pensare a quante migliaia di persone prima di noi hanno camminato lungo quella strada, magari come stavamo facendo noi turisti alla ricerca della ns Storia.


 
Il 2° giorno si parte in Direzione Mari (a pochi km dal confine Irakeno) per visitare le rovine di una città antichissima, costruita solo di fango e paglia, quindi molto sensibile agli agenti atmosferici e per questo protetta con una tettoia. Alla fine della gita ci concediamo un'ottimo pranzo beduino in una pseudo-casa/tenda :-).

Sulla strada di ritorno a Deir Ezzor ci fermiamo a Dura Europos, la città fatta costruita da Alessandro Magno sul fiume Eufrate. Anche se ormai ridotta a deserto e rovine, si può ancora vedere la strada principale che porta al grande fiume, le mura e il porto della Città antica che è ora in ristrutturazione. La suggestività di questa antica e imponente Città risiede soprattutto nella sua luce al tramonto, una luce che le da quell'atmosfera di una città che seppur morta resta sospesa nel tempo, pensando a quando il Grande Alessandro ha marciato con il suo cavallo all'interno della sua strada maestra :-). Un'emozione unica e suggestiva che ci è rimasta impressa anche a distanza di qualche anno.


 Il 3° giorno si parte in direzione di El Rasafa (o Sergiopolis, dal Santo da cui prese il nome successivamente) sulla via che porta ad Aleppo. El Rasafa è un'antica città di origine bizantina, ormai ridotta a ruderi ma con ancora ben presente la sua antica e imponente struttura.

Ci siamo addentrati all'interno delle sue rovine in una giornata molto fredda, ventosa e nuvolosa, ma nulla ha tolto la maestosità di ciò che dev'essere stata questa immensa Città. Insieme a Dura Europos questa è stata, fino ad oggi, una delle mie visite preferite di questa viaggio. 
A prima vista sembrava la città dei fantasmi per il clima e l'atmosfera in ivi presente, il silenzio e il vento del deserto. Unica pecca anche un pò triste i bambini che rincorrevano noi turisti chiedendoci euro o dollari e a cui non potevamo dare nulla, altrimenti ci avrebbero inseguito senza più mollarci. La Siria purtroppo era ed è così.
 Arrivati la sera ad Aleppo ci concediamo un meritato riposo nella ns stanza extra lusso dell'Hotel Sheraton, anche se senza le ns valigie ed i confort che ci eravamo portati da casa (anche se io nel bagaglio a mano avevo la biancheria intima di riserva e il pigiama con una saponetta :-)).
 











Il giorno successivo comincia il ns tour alla Chiesa di S. Simeone "Lo Stilita" a 30 minuti da Aleppo. Qalʿat Simʿān ( قلعة سمعان ‎, "la Rocca di Simeone") è il primo convento cristiano, sorto nel luogo in cui Simeone Stilita il Vecchio, il primo asceta cristiano, visse e morì nel 459 d.C. Sulla collina dove vi era la colonna, alta più di 13 metri, su cui aveva vissuto il Santo, fu eretta una costruzione a pianta ottagonale, dalla quale, in direzione dei quattro punti cardinali, livellati artificialmente con l'aggiunta di un terrazzamento sul lato ovest, furono costruite quattro basiliche, in modo da formare un complesso a forma di croce. 
Torniamo ad Aleppo nella tarda mattinata per effettuare il Tour della bellissima cittadella fortificata simbolo della Città e patrimonio dell'Unesco.
Moschea Omayyadi
La Cittadella di Aleppo è il monumento più conosciuto della città, situato su una collina alta una cinquantina di metri, dotata di una pianta ellittica con 300-400 metri di diametro, è circondata da un fossato profondo 22 metri e largo 30. Il nucleo principale della cittadella attuale è una fortezza arabo-islamica medievale costruita ad uso militare ma in grado di ospitare oltre 10.000 persone durante gli assedi. In realtà la collina stessa è in gran parte artificiale, formata dai diversi strati degli edifici che si sono costruiti uno sulle rovine dell'altro. I più antichi reperti trovati all'interno della cittadella sono due leoni di basalto che ornavano il tempio ittita di Hadad, del X sec. ma si ritiene che la collina si sia formata già ai primi insediamenti nella città ( 3.000 a.C.) e che fosse fortificata, dagli Amorrei del regno di Yamkad, nel II millennio a.C.
Prosegue poi la ns visita all'antica Moschea degli Omayyadi detta anche "Moschea di Zaccaria" (Jāmiʿ Zakariyāʾ), perché si crede ospiti la tomba del padre di S. Giovanni Battista (per l'Islam anch'egli profeta, col nome di Yaḥyā). Dopodichè si continua nella visita del multicolore e multiodore Suk di Aleppo, uno dei più antichi suk del mondo. Che dire, un labirinto vero e proprio, che abbiamo oltrepassato in fila indiana senza staccarci mai per il rischio di perderci negli incroci e angoli di questo enorme mercato sotterraneo.

Ebla
Il 5° giorno è stata una giornata particolarmente intensa con tre città visitate. Si comincia con Ebla, antico nome dell’odierna Tell Mardīkh, a circa 60 km a sud-ovest di Aleppo, città della Siria dove, nel 1964, ha avuto inizio una campagna di scavi da parte di una missione archeologica italiana diretta dall' Università La Sapienza di Roma. Il tell fu scelto in quanto era situato in posizione intermedia tra Mesopotamia, Anatolia e Palestina, per cui Ebla poteva godere dei vantaggi del commercio tra queste zone, dove passavano materie prime quali rame, legname, argento
Dopo aver visitato Ebla si passa alla Bizantina Città Morta di Sergjilla. Ad essere sincera è stato il luogo che più mi ha colpito dell'intero viaggio, sarà stato per il caldo (finalmente :-) ) e il sole, sarà stato per il luogo assomigliante ad una delle ns zone del sud Italia, sarà stato per l'atmosfera di una Città appunto Morta, ma il luogo ci ha lasciato tutti emozionati e presi nell'ascoltare la triste storia di questa città. Una città appunto morta dove la sua popolazione è stata decimata dalla peste e abbandonata. Sono presenti ancora intatte le strutture principali, dal bagno pubblico dotato di lava-piedi e doccia (!!), alla Chiesa e a ciò che noi oggi chiamiamo Municipio.




Dopo aver pranzato ci dirigiamo in direzione di Apamea, un'antica città greca e poi romana, sorta lungo il corso del fiume Oronte, ora in Siria.
 











 

Finita la visita di questa maestosa città ci dirigiamo verso Hama per il pernottamento.




Il 6° giorno ci portiamo in direzione sud passando dalla provincia di Homs per far una visita molto dettagliata al famosissimo e bellissimo Krak de Chevaliers, una fortezza militare che può essere considerato il castello medievale per eccellenza d'età crociata. Fu la più importante e più nota costruzione militare fortificata dell'Ordine militare dei Cavalieri dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme, più noto come Ordine Ospedaliero prima di diventare Ordine dei Cavalieri di Rodi e infine Ordine dei Cavalieri di Malta - oggi S.M.O.M. (Sovrano Militare Ordine di Malta). Il Krak (che deriva dalla parola aramaica karkha, che significa città, conservatasi nel centro urbano transgiordanico di al-Karak, la biblica Moab) si trova a metà strada circa tra Aleppo e Damasco, a 60 km quasi a SO di Hama. La sua posizione era al tempo strategica, in quanto controllava il "Passo di Homs", lo sbocco settentrionale cioè dell'ampia e fertile pianura della Buqay'a (oggi Beqāʿ), fra il Monte Libano e l'Antilibano, che si esauriva proprio di fronte a quest'unico varco possibile che conduceva verso la costa mediterranea e che permetteva di raggiungere la città di Tortosa (oggi Tartus), costituendo in tal modo la difesa più avanzata della Contea di Tripoli.
 Il castello, sia da dentro che dall'esterno appare come una costruzione immensa, da far girare la testa e accecare dal bianco candido che riflette con la luce del sole. All'interno vi sono saloni immensi, stalle enormi, torri imponenti, insomma un vero e proprio forte inattacabile e dalla cui altura si può vedere il confine libanese.
Dopo aver pranzato in un locale vicino con un eccezionale pollo arrosto circondato da un tripudio di salse e contorni ci avviamo satolli alla seconda visita della giornata, la Chiesa di S. Anania,
alle porte della Città di Damasco, un luogo isolato in mezzo alla roccia dove si narra che il martire cristiano Anania fece recuperare la vista a S.Paolo, lo battezzò e lo aiutò a nascondersi dopo la fuga da Damasco.

Finita la visita a questo "fortino cristiano" ci dirigiamo in serata verso la capitale, facendo una capatina all'aeroporto a recuperare le ns valigie, arrivate dopo 6 gg da Roma -.- .... Non vi dico la soddisfazione nel potersi finalmente cambiare e vestire con la proprie cose, belle prfoumate e stirate :-). Una serata bellissima, che però abbiamo passato all'interno dell'hotel del ns primo giorno, in quanto la sera ai turisti non è consentito girovagare per la Capitale da soli.

Il 7° giorno lo passiamo alla visita di Damasco, tra il Museo Nazionale, Il Suk, Il tempio di Giove, la Moschea degli Omayyadi, le stradine a ridosso del Suk, la Villa Damascena e la Chiesa di S.Paolo, finiamo la ns giornata letteralmente ubriachi di nozioni, di Storia, di colori e di odori, di cultura e di tanta strada a piedi, finendo la ns giornata la sera in un locale sulla collina sovrastante la Capitale.












Di questo bellissimo viaggio porteremo nella memoria una Nazione, la Siria, ricca di Storia e Cultura, di persone e luoghi, una Nazione bellissima a cui portare rispetto in quanto è la culla della ns Civiltà.

Ultimamente la Siria è devastata dagli eventi nefasti che stiamo osservando e mi piange il cuore vedere come il Suk di Aleppo e la sua Cittadella siano ora completamente devastati quando invece io ci ho camminato dentro stando attenta a non perdere il gruppo per non smarrirmi nel suo turbinio di gente e sete e spezie.
Una Nazione che consiglio a tutti di visitare, sempre se un giorno si potrà tornare a visitarla in libertà come ho fatto io.



























Leggi tutto
(tuttte le foto qui presenti sono di mia proprietà)

Il viaggio in Siria è stato uno di quei viaggi assolutamente casuali che mai avremmo pensato di affrontare.
Un pomeriggio dopo lavoro si va in agenzia, ricordo era fine Ottobre 2009 per fare un viaggio il  Natale stesso, quindi da li a 2 mesi e si pensa alle mete: no mare no sabbia, cultura ma anche qualcosa di diverso... ecco che si pensa ad un posto arabo, dapprima ci offrono una Crociera negli emirati arabi, poi la Giordania, guardiamo i depliant uhmmm troppo cara pensiamo noi... Guardiamo quindi Israele, si però..... ad un certo punto babbo se ne esce con "Siria! guardiamo la Siria!".. Ok guardiamo la Siria scegliamo il viaggio quello di 7 gg e la tipa ci dice che è tutto esaurito, Lei chiama lo stesso per avere conferma che magari non ci sia un altro viaggio disponibile e ci dice "no"... poi ci fa "un attimo.... " magicamente una coppia ha dato disdetta e quindi i 2 posti rimasti erano per noi! Si va in Siria! Si paga la quota, si prenota per il ritiro dei biglietti e Domenica 20 Dicembre 2009 si parte.
A parte lo sciopero bianco delle valigie (che sono rimaste a Roma :-( cvd Alitalia .... ) arriviamo a Damasco in ritardo di 2 ore, quindi alle 5 della marttina anzichè alle 3... ma fa niente.
All'aeroporto di Damasco, che dovrebbe essere internazionale ma che in realtà è sgangheratissimo, già da subito si respira l'aria medio-orientale tra gigantografie di Assad e il personale esclusivamente maschile. Ci attende la guida locale e la guida dell'agenzia Best Tours che ci portano, con il ns pulmino da 30 posti abbastanza scassatino all'Hotel, il maestosissimo hotel che sembra un palazzo dentro un palazzo.

Tempo nemmeno un'ora di relax (dalle 6 alle 7) che alle 7 c'è già la colazione e la partenza alle 8 per Palmyra, città a quasi 500 km a Nord-est di Damasco. Durante il viaggio lunghissimo la guida ci fa fare tappa per un Tè nel deserto al Bagdad cafè, nel bel mezzo del nulla, una tipica abitazione beduina dopo poter sgranchirci le gambe, riscaldarci e bere il mitico tè del deserto!

Ripartiamo in direzione Palmira (l'odierna Tadmur) che raggiungiamo alle 12 e subito inizia la visita al  Tempio di Baal (Baal) [Virginia digital photo] una costruzione che conserva ancora la maestosità dei suoi tempi gloriosi e che lascia a bocca aperta dalla bellezza in cui ancora si trovano le sue rovine.

Dopo il pranzo ottimo a base di carne di pecora e cereali ci dirigiamo a vedere Palmyra :-)) (le foto che ho fatto sono state tantissime e non potevo caricarle tutte....)
(Virginia digital photo)
Non si può non rimanere incantati e stupiti a vedere questa città a cielo aperto, dove si possono ancora vedere i colonnati, le vie d'accesso, i bagni termali :-), il tetrapylon ... un luogo incantato dove il tempo si ferma, dove l'unica cosa che si sente è il silenzio, il vento del deserto e lo scricchiolio della sabbia e sassi sotto i piedi, nonchè una carica di Storia e antichità che non può non farci pensare a quante migliaia di persone prima di noi hanno camminato lungo quella strada, magari come stavamo facendo noi turisti alla ricerca della ns Storia.


 
Il 2° giorno si parte in Direzione Mari (a pochi km dal confine Irakeno) per visitare le rovine di una città antichissima, costruita solo di fango e paglia, quindi molto sensibile agli agenti atmosferici e per questo protetta con una tettoia. Alla fine della gita ci concediamo un'ottimo pranzo beduino in una pseudo-casa/tenda :-).

Sulla strada di ritorno a Deir Ezzor ci fermiamo a Dura Europos, la città fatta costruita da Alessandro Magno sul fiume Eufrate. Anche se ormai ridotta a deserto e rovine, si può ancora vedere la strada principale che porta al grande fiume, le mura e il porto della Città antica che è ora in ristrutturazione. La suggestività di questa antica e imponente Città risiede soprattutto nella sua luce al tramonto, una luce che le da quell'atmosfera di una città che seppur morta resta sospesa nel tempo, pensando a quando il Grande Alessandro ha marciato con il suo cavallo all'interno della sua strada maestra :-). Un'emozione unica e suggestiva che ci è rimasta impressa anche a distanza di qualche anno.


 Il 3° giorno si parte in direzione di El Rasafa (o Sergiopolis, dal Santo da cui prese il nome successivamente) sulla via che porta ad Aleppo. El Rasafa è un'antica città di origine bizantina, ormai ridotta a ruderi ma con ancora ben presente la sua antica e imponente struttura.

Ci siamo addentrati all'interno delle sue rovine in una giornata molto fredda, ventosa e nuvolosa, ma nulla ha tolto la maestosità di ciò che dev'essere stata questa immensa Città. Insieme a Dura Europos questa è stata, fino ad oggi, una delle mie visite preferite di questa viaggio. 
A prima vista sembrava la città dei fantasmi per il clima e l'atmosfera in ivi presente, il silenzio e il vento del deserto. Unica pecca anche un pò triste i bambini che rincorrevano noi turisti chiedendoci euro o dollari e a cui non potevamo dare nulla, altrimenti ci avrebbero inseguito senza più mollarci. La Siria purtroppo era ed è così.
 Arrivati la sera ad Aleppo ci concediamo un meritato riposo nella ns stanza extra lusso dell'Hotel Sheraton, anche se senza le ns valigie ed i confort che ci eravamo portati da casa (anche se io nel bagaglio a mano avevo la biancheria intima di riserva e il pigiama con una saponetta :-)).
 











Il giorno successivo comincia il ns tour alla Chiesa di S. Simeone "Lo Stilita" a 30 minuti da Aleppo. Qalʿat Simʿān ( قلعة سمعان ‎, "la Rocca di Simeone") è il primo convento cristiano, sorto nel luogo in cui Simeone Stilita il Vecchio, il primo asceta cristiano, visse e morì nel 459 d.C. Sulla collina dove vi era la colonna, alta più di 13 metri, su cui aveva vissuto il Santo, fu eretta una costruzione a pianta ottagonale, dalla quale, in direzione dei quattro punti cardinali, livellati artificialmente con l'aggiunta di un terrazzamento sul lato ovest, furono costruite quattro basiliche, in modo da formare un complesso a forma di croce. 
Torniamo ad Aleppo nella tarda mattinata per effettuare il Tour della bellissima cittadella fortificata simbolo della Città e patrimonio dell'Unesco.
Moschea Omayyadi
La Cittadella di Aleppo è il monumento più conosciuto della città, situato su una collina alta una cinquantina di metri, dotata di una pianta ellittica con 300-400 metri di diametro, è circondata da un fossato profondo 22 metri e largo 30. Il nucleo principale della cittadella attuale è una fortezza arabo-islamica medievale costruita ad uso militare ma in grado di ospitare oltre 10.000 persone durante gli assedi. In realtà la collina stessa è in gran parte artificiale, formata dai diversi strati degli edifici che si sono costruiti uno sulle rovine dell'altro. I più antichi reperti trovati all'interno della cittadella sono due leoni di basalto che ornavano il tempio ittita di Hadad, del X sec. ma si ritiene che la collina si sia formata già ai primi insediamenti nella città ( 3.000 a.C.) e che fosse fortificata, dagli Amorrei del regno di Yamkad, nel II millennio a.C.
Prosegue poi la ns visita all'antica Moschea degli Omayyadi detta anche "Moschea di Zaccaria" (Jāmiʿ Zakariyāʾ), perché si crede ospiti la tomba del padre di S. Giovanni Battista (per l'Islam anch'egli profeta, col nome di Yaḥyā). Dopodichè si continua nella visita del multicolore e multiodore Suk di Aleppo, uno dei più antichi suk del mondo. Che dire, un labirinto vero e proprio, che abbiamo oltrepassato in fila indiana senza staccarci mai per il rischio di perderci negli incroci e angoli di questo enorme mercato sotterraneo.

Ebla
Il 5° giorno è stata una giornata particolarmente intensa con tre città visitate. Si comincia con Ebla, antico nome dell’odierna Tell Mardīkh, a circa 60 km a sud-ovest di Aleppo, città della Siria dove, nel 1964, ha avuto inizio una campagna di scavi da parte di una missione archeologica italiana diretta dall' Università La Sapienza di Roma. Il tell fu scelto in quanto era situato in posizione intermedia tra Mesopotamia, Anatolia e Palestina, per cui Ebla poteva godere dei vantaggi del commercio tra queste zone, dove passavano materie prime quali rame, legname, argento
Dopo aver visitato Ebla si passa alla Bizantina Città Morta di Sergjilla. Ad essere sincera è stato il luogo che più mi ha colpito dell'intero viaggio, sarà stato per il caldo (finalmente :-) ) e il sole, sarà stato per il luogo assomigliante ad una delle ns zone del sud Italia, sarà stato per l'atmosfera di una Città appunto Morta, ma il luogo ci ha lasciato tutti emozionati e presi nell'ascoltare la triste storia di questa città. Una città appunto morta dove la sua popolazione è stata decimata dalla peste e abbandonata. Sono presenti ancora intatte le strutture principali, dal bagno pubblico dotato di lava-piedi e doccia (!!), alla Chiesa e a ciò che noi oggi chiamiamo Municipio.




Dopo aver pranzato ci dirigiamo in direzione di Apamea, un'antica città greca e poi romana, sorta lungo il corso del fiume Oronte, ora in Siria.
 











 

Finita la visita di questa maestosa città ci dirigiamo verso Hama per il pernottamento.




Il 6° giorno ci portiamo in direzione sud passando dalla provincia di Homs per far una visita molto dettagliata al famosissimo e bellissimo Krak de Chevaliers, una fortezza militare che può essere considerato il castello medievale per eccellenza d'età crociata. Fu la più importante e più nota costruzione militare fortificata dell'Ordine militare dei Cavalieri dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme, più noto come Ordine Ospedaliero prima di diventare Ordine dei Cavalieri di Rodi e infine Ordine dei Cavalieri di Malta - oggi S.M.O.M. (Sovrano Militare Ordine di Malta). Il Krak (che deriva dalla parola aramaica karkha, che significa città, conservatasi nel centro urbano transgiordanico di al-Karak, la biblica Moab) si trova a metà strada circa tra Aleppo e Damasco, a 60 km quasi a SO di Hama. La sua posizione era al tempo strategica, in quanto controllava il "Passo di Homs", lo sbocco settentrionale cioè dell'ampia e fertile pianura della Buqay'a (oggi Beqāʿ), fra il Monte Libano e l'Antilibano, che si esauriva proprio di fronte a quest'unico varco possibile che conduceva verso la costa mediterranea e che permetteva di raggiungere la città di Tortosa (oggi Tartus), costituendo in tal modo la difesa più avanzata della Contea di Tripoli.
 Il castello, sia da dentro che dall'esterno appare come una costruzione immensa, da far girare la testa e accecare dal bianco candido che riflette con la luce del sole. All'interno vi sono saloni immensi, stalle enormi, torri imponenti, insomma un vero e proprio forte inattacabile e dalla cui altura si può vedere il confine libanese.
Dopo aver pranzato in un locale vicino con un eccezionale pollo arrosto circondato da un tripudio di salse e contorni ci avviamo satolli alla seconda visita della giornata, la Chiesa di S. Anania,
alle porte della Città di Damasco, un luogo isolato in mezzo alla roccia dove si narra che il martire cristiano Anania fece recuperare la vista a S.Paolo, lo battezzò e lo aiutò a nascondersi dopo la fuga da Damasco.

Finita la visita a questo "fortino cristiano" ci dirigiamo in serata verso la capitale, facendo una capatina all'aeroporto a recuperare le ns valigie, arrivate dopo 6 gg da Roma -.- .... Non vi dico la soddisfazione nel potersi finalmente cambiare e vestire con la proprie cose, belle prfoumate e stirate :-). Una serata bellissima, che però abbiamo passato all'interno dell'hotel del ns primo giorno, in quanto la sera ai turisti non è consentito girovagare per la Capitale da soli.

Il 7° giorno lo passiamo alla visita di Damasco, tra il Museo Nazionale, Il Suk, Il tempio di Giove, la Moschea degli Omayyadi, le stradine a ridosso del Suk, la Villa Damascena e la Chiesa di S.Paolo, finiamo la ns giornata letteralmente ubriachi di nozioni, di Storia, di colori e di odori, di cultura e di tanta strada a piedi, finendo la ns giornata la sera in un locale sulla collina sovrastante la Capitale.












Di questo bellissimo viaggio porteremo nella memoria una Nazione, la Siria, ricca di Storia e Cultura, di persone e luoghi, una Nazione bellissima a cui portare rispetto in quanto è la culla della ns Civiltà.

Ultimamente la Siria è devastata dagli eventi nefasti che stiamo osservando e mi piange il cuore vedere come il Suk di Aleppo e la sua Cittadella siano ora completamente devastati quando invece io ci ho camminato dentro stando attenta a non perdere il gruppo per non smarrirmi nel suo turbinio di gente e sete e spezie.
Una Nazione che consiglio a tutti di visitare, sempre se un giorno si potrà tornare a visitarla in libertà come ho fatto io.



























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